Quando il lavoro continua senza di noi: Sant’Antioco, il mare e una performance artistica

Ludica_23_SERATA FINALE

Non è sempre semplice misurare l’impatto di un’esperienza di storia pubblica e digitale. Un campo estivo dura una settimana — ma dietro c’è un anno di lavoro, di incontri, di costruzione lenta di fiducia con una comunità. E una volta che si parte, ci si chiede: cosa resta? Quanto in profondità è arrivato quel segno?

In questi giorni ci è giunta una notizia tanto inattesa quanto piacevole, che ci ha dato una risposta — almeno in parte.

“Le parole del mare – Suoni e visioni”

Nell’ambito del progetto triennale “Le parole del mare – Suoni e visioni”, promosso da Progetti Carpe Diem con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna e con il patrocinio del Comune di Sant’Antioco, un nuovo ciclo di residenze artistiche sta animando la comunità sulcitana.

Le restituzioni pubbliche — aperte a tutta la comunità — sono in programma venerdì 27 e sabato 28 marzo alle 17:30 e alle 18:30, con ultime repliche domenica 29 marzo alle 9:00 e alle 12:00, negli spazi del MuMA Hostel di Sant’Antioco.

Il progetto comprende due lavori distinti. Il secondo, “RE – Prologo per un nuovo inizio”, è realizzato in collaborazione con la compagnia francese Rosamiranda, titolare della residenza artistica La Cabane a Nogent/Vincennes.

Ma è il primo che ci riguarda da vicino.

“Sant’Antioco – Il mare e le sue storie”: i nostri materiali sul palco

Il primo spettacolo nasce dalla rielaborazione teatrale di una parte della ricerca storica del LUDiCa 23. Alla comunità di Sant’Antioco abbiamo dedicato due campi estivi, nel 2023 e nel 2024. In quello stesso contesto abbiamo contribuito alla realizzazione della Scuola Estiva di Storia Orale dell’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO).

Il laboratorio Ludica 2023 aveva al centro una domanda precisa: com’è fatto il rapporto tra Sant’Antioco e il mare? Come si manifesta nel presente? Quali forme ha assunto nella memoria, nell’architettura, nelle infrastrutture, nelle storie di vita?

Una ventina di studentesse e studenti hanno cercato risposte attraverso la raccolta di testimonianze orali, materiali fotografici e documenti d’archivio, ma anche attraverso l’osservazione diretta del territorio — costruzioni, infrastrutture, elaborazioni artistiche e architettoniche che raccontano, in forme diverse, quella relazione profonda.

Cosa rimane

Quei materiali non sono rimasti fermi nel portale digitale e nel «Quaderno del LUDiCa»che documenta il laboratorio. Il Museo del Mare li ha ripresi, li ha fatti propri, li ha usati come fondamento per uno spettacolo che interroga ancora quella stessa relazione tra la comunità e il mare — stavolta con il linguaggio della performance artistica.

È esattamente quello che speriamo accada ogni volta che lavoriamo con una comunità: non che i risultati restino di nostra proprietà, ma che diventino risorse vive, capaci di generare nuove forme di conoscenza, nuove domande, nuovi linguaggi.

Vedere la ricerca storico-antropologica trasformarsi in teatro — e tornare alla comunità che l’ha resa possibile — ci sembra una delle forme più compiute di storia pubblica che possiamo immaginare.

Un ringraziamento

Ci premeva dirlo pubblicamente: grazie alle persone e alle istituzioni che hanno reso possibile LUDiCa a Sant’Antioco. E grazie a chi ha scelto di non fermarsi ai nostri materiali, ma di portarli più lontano di quanto avessimo immaginato.

È in momenti come questi che si capisce perché vale la pena fare storia digitale pubblica.

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