Flusso di lavoro

Il successo di un progetto di Umanistica Digitale (Digital Humanities) e di Public History risiede nella rigida ma flessibile strutturazione delle sue fasi operative. L’integrazione di strumenti tecnologici all’interno delle metodologie della ricerca umanistica richiede una transizione fluida e scientificamente rigorosa dalla fonte analogica (l’archivio, la mappa cartacea, il documento materiale) al prodotto digitale interattivo e multimediale.

All’interno del contesto metodologico di LUDiCa, il flusso di lavoro (workflow) è concepito come una vera e propria “bottega digitale”. Questo modello guida ricercatori, studenti e comunità locali nell’organizzazione strutturata dei dati, nella fabbricazione di oggetti digitali semanticamente rilevanti e nella successiva pubblicazione e disseminazione scientifica dei risultati.

Fase A: Raccolta e Critica delle Fonti

È una fase qualificante che prevede co-produzione e co-interpretazione della piattaforma conoscitiva col coinvolgimento della comunità. Identificazione e selezione del patrimonio documentario, sia esso pubblico o privato, d’archivio o materiale (es. archivi minerari, cartografie storiche, fonti orali) è condotto per e con pubblici differenziati, anche non specialistici. Questa fase include la valutazione e l’esame critico tradizionale secondo i canoni e i metodi della ricerca storica.

Fase B: Digitalizzazione e Acquisizione

Conversione delle fonti analogiche in formati digitali idonei. In questa fase vengono definiti gli standard di risoluzione e i formati di conservazione a lungo termine (es. TIFF, RAW) per garantire preservazione digitale e accuratezza del dato di partenza, minimizzando le distorsioni.

Fase C: Organizzazione e Modellazione dei Dati

È il nucleo centrale della nostra “bottega digitale”. Le informazioni grezze estratte dalle fonti vengono strutturate e schematizzate in database e tabelle. Si definiscono i metadati (sulla base di standard internazionali come il Dublin Core) e si normalizzano le entità (nomi, luoghi, date) per predisporle all’analisi computazionale.

Fase D: Elaborazione e Analisi

Applicazione di software e strumenti specifici per il trattamento e l’interrogazione del dato strutturato. Ogni edizione presenta esigenze specifiche. Alcuni esempi di elaborazioni sono:

  • Geospatial Humanities: Georeferenziazione e cartografia storica tramite sistemi GIS per lo studio dei territori e degli ecosistemi del passato.
  • Text Mining e NLP: Analisi testuale avanzata ed estrazione delle relazioni semantiche all’interno di grandi corpora documentari.
  • Visualizzazione dei Dati: Creazione di grafici e modelli di rete (network analysis) per visualizzare relazioni sociali o dinamiche economiche storiche.

Fase E: Disseminazione

Pubblicazione dei risultati in piattaforme Open Access e ambienti web multimediali interattivi. Questa fase mira a restituire la conoscenza storica e scientifica agli spazi geografici e sociali originari da cui la ricerca stessa ha tratto origine.