Docenti | 2021

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L.U.Di.Ca. è lo spazio dell’Università di Cagliari nel quale si sperimenta la combinazione tra metodologie della ricerca umanistica e gli strumenti informatici. Ogni anno il laboratorio si avvale della collaborazione di esperte ed esperti di ambiti scientifici e professionali diversi che con le loro conoscenze aiutano gli studenti ad orientarsi nel mondo dell’umanistica digitale e pubblica.

Sarà possibile seguire i seminari accendendo nei giorni e orari indicati nella stanza virtuale dedicata (> LINK QUI)

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20 maggio 21, ore 15 > La giungla della descrizione con strumenti informatici: dati, metadati e oggetti digitali 

Al LUDiCa parlerò del come l’utilizzo di strumenti informatici per la descrizione del patrimonio culturale ha portato al ripensamento degli standard settoriali, alla necessità di individuare criteri comuni, condivisi e interoperabili al fine di creare serbatoi comuni di informazioni. Al centro del seminario il rigore scientifico e l’usabilità del dato e dell’oggetto informativo.

Eleonora Todde è ricercatrice di Archivistica presso l’Università degli Studi di Cagliari. I suoi temi di ricerca sono il riordinamento e la descrizione degli archivi storici, sia pubblici che privati. Si occupa in particolare dell’applicazione dell’informatica ai patrimoni documentari, dell’analisi dei sistemi informativi archivistici al fine di una restituzione funzionale e performante nel web.

 

25 maggio 21, ore 14:30 > Rappresentare il parlato delle narrazioni orali

Agli studenti del L.U.Di.Ca. parlerò dell’importanza di rappresentare fedelmente il parlato per osservare e analizzare le narrazioni orali, e di alcuni aspetti problematici di tale rappresentazione.
Lo faremo con esempi dal corpus di interviste a partigiani bresciani ParVa (cfr. Guerini 2016) e dal corpus di parlato bilingue Kontatto (Ciccolone/Dal Negro, in stampa) raccolto in Alto Adige.
Oltre a riflettere sul ruolo che lingue e registri diversi possono avere nel racconto biografico, verrà introdotto il software ELAN per la trascrizione del parlato.

Simone Ciccolone è ricercatore in Linguistica presso l’Università degli Studi di Cagliari. I suoi interessi di ricerca sono il contatto linguistico, la lessicostatistica e la grammatica del parlato. Ha tenuto seminari e workshop sulla trascrizione del parlato in varie università italiane, tra cui Bologna, Bolzano, Napoli, Reggio Emilia e Torino.

 

Deborah Paci Università Ca Foscari Venezia

27 maggio 21, ore 15 > Il Text mining e le sue applicazioni per le scienze storiche: Voyant Tools

Nel mio intervento proporrò un’introduzione al Text mining riservando una particolare attenzione alle sue applicazioni nell’ambito della ricerca storica. In una prima fase prenderò in analisi una serie di testi che processerò mediante Voyant, l’applicazione web di analisi testuale in chiave quantitativa.
Successivamente condurrò una riflessione sui limiti e sulle potenzialità di questo strumento ai fini della ricerca storica.

Deborah Paci insegna Public and Digital History presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e Digital History e storia pubblica al Master in Public & Digital History dell’Università di Modena e Reggio Emilia. È inoltre docente a contratto di Didattica della storia presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I suoi interessi di ricerca vertono sulla Public and Digital History, Island studies e studi sul Mediterraneo. Ha recentemente curato il volume La storia in digitale. Teorie e metodologie (Milano, Unicopli, 2019).

01 giugno 21, ore 15 > ICCU per il digitale: da Alphabetica a Europeana

Presenteremo al LUDiCA le attività per il digitale dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), che è il coordinatore del Servizio Bibliotecario Nazionale, il responsabile, per conto del MiC, di CulturaItalia (l’aggregatore nazionale del patrimonio culturale italiano verso Europeana) e il promotore di progetti, portali e banche dati di censimento e ricerca..

Flavia Bruni è Honorary Research Fellow in Book History presso la School of History della University of St Andrews e bibliotecaria all’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), dove lavora nell’Area di attività per l’elaborazione e diffusione degli standard e delle norme catalografiche, e per la didattica e con quella di attività per la bibliografia, la catalogazione e il censimento del libro antico. Fa parte del Network Association Members Council di Europeana.

Marco Scarbaci, metadata specialist e content manager, collabora con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU) dal 2010. Svolge attività di progettazione, monitoraggio, controllo e definizione dei requisiti tecnico-funzionali nei progetti di digitalizzazione dei partner di Internet Culturale; partecipa ai lavori per l’ingegnerizzazione del portale Alphabetica; prende parte a progetti europei volti alla pubblicazione di risorse digitali su Europeana.

Arturo Gallia Università Roma Tre

04 giugno 21, ore 15 > Fonti cartografiche, ricerca storica e applicazioni digitali

Nel mio intervento mostrerò come le fonti cartografiche e geostoriche possono essere utilizzate nell’ambito della ricerca storica.
Dopo aver brevemente trattato le caratteristiche peculiari di questa tipologia di fonti, vedremo alcuni esempi di utilizzo all’interno di studi storico-geografici.
L’efficacia comunicativa della carta, inoltre, permette la sua applicazione mediante strumenti digitali e applicativi web, dei quali si darà una breve esemplificazione, mediante la presentazione di un caso di studio elaborato all’interno del Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” (Università Roma Tre).

Arturo Gallia Arturo Gallia lavora presso il Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, dove è anche è docente a contratto di “GIS e beni culturali” e “Geografia e Didattica della Geografia”.
Si occupa di geografia storica e Sistemi Informativi Geografici (GIS) e nello specifico di Historical GIS. Tra le sue ricerche, il focus è sulle società insulari nel Mediterraneo moderno e contemporaneo.
Tra le sue pubblicazioni, le monografie “Historical GIS. Strumenti digitali per la geografia storica in Italia” (con M. Grava, C. Berti, N. Gabellieri) (EUT, 2020), “Le risorse idriche nell’isola di Ponza” (Carocci, 2019) e “Le acque del Nilo” (Carocci, 2020), oltre a diversi articoli in riviste italiane e internazionali. Ha curato, inoltre, i volumi “Territori insulari e città nel Mediterraneo nel Settecento” (numero monografico della rivista «Storia Urbana», 163/2019), “Isole e frontiere nel Mediterraneo moderno e contemporaneo” (Palermo, 2017) e “Cartografia storica e GIS nella gestione, tutela e valorizzazione dei beni culturali” (Roma, 2016).

Blythe Alice Raviola Università di Milano

08 giugno 21, ore 15 > Digital Humanities e storia moderna. Progetti e idee fra tradizione e nuove prospettive di ricerca 

Nel mio intervento, anche in virtù dell’esperienza in corso del Master in Digital Humanities dell’Università degli studi di Milano, tratterò di alcuni progetti digitali che hanno per oggetto privilegiato l’età moderna, periodo finora piuttosto poco frequentato dal punto di vista delle DH eppure così ricco di stimoli e possibilità. A partire dagli esempi disponibili, si dialogherà con gli studenti per mostrare come si possono sviluppare idee e network da portare avanti con lavori implementabili e di taglio pluridisciplinare.

Blythe Alice Raviola insegna Metodologia dello studio della storia presso l’Università degli studi di Milano, dove è anche membro del Comitato ordinatore del Master in Digital Humanities organizzato dai Dipartimenti di Studi storici e di Informatica, e docente al Master in Public History promosso dal medesimo Ateneo e dalla Fondazione Feltrinelli di Milano. È inoltre vicepresidente della Fondazione 1563 per l’arte e la cultura della Compagnia di San Paolo di Torino.
I suoi interessi di ricerca spaziano dalla storia degli antichi stati italiani alle relazioni diplomatiche fra questi e la Spagna in età moderna, dallo studio delle frontiere a quello della cultura sabauda fra Cinque e Seicento. Ha all’attivo diversi lavori sul ducato di Savoia e sul Monferrato gonzaghesco e, da ultimo, ha pubblicato la biografia intellettuale Giovanni Botero. Un profilo fra storia e storiografia (Mondadori, Milano 2020).

15 giugno 21, ore 15 > Un Centro di ricerca sulle digital humanities: biblioteche digitali, sperimentazione sui manoscritti, valorizzazione

Al LUDiCa illustrerò l’esperienza condotta dal Centro sulle Digital humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe) negli ultimi due anni. In particolare, mi concentrerò sui laboratori applicativi e sperimentali riguardanti il manoscritto antico e le frontiere di sperimentazione sul patrimonio storico-documentario.

Matteo Al Kalak è professore associato di Storia del cristianesimo presso l’Università di Modena e Reggio. I suoi studi si concentrano soprattutto sull’età moderna, analizzata nelle sue dinamiche istituzionali e culturali.

17 giugno 21, ore 15 > Un progetto di umanistica digitale. Dalle Carte le Vite, il Fondo Egeli dell’Istituto San Paolo di Torino sui sequestri agli ebrei (1939-1945)

Presenteremo al LUDiCa “Un progetto di umanistica digitale. Dalle Carte le Vite, il Fondo Egeli dell’Istituto San Paolo di Torino sui sequestri agli ebrei (1939-1945)“.
La spoliazione dei beni delle famiglie ebraiche fu solo una delle conseguenze dell’approvazione, nel 1938, dei “provvedimenti per la difesa della razza”.
I documenti custoditi nell’Archivio storico della Compagnia di San Paolo si caratterizzano come il punto di partenza per una narrazione sui fatti che coinvolsero i destini di individui e di famiglie. Le carte del fondo Gestioni EGELI diventano così l’anello di congiunzione di risorse documentarie provenienti da contesti archivistici diversi.

Elisabetta Ballaira, storica dell’arte e archivista, è il direttore esecutivo della Fondazione 1563
Erika Salassa, archivista, è esperta di gestione e comunicazione degli archivi sul web ed è Senior Program Officer della Fondazione 1563.

22 giugno 21, ore 15 > Esperienze digitali nell’archeologia pubblica

Al LUDiCa discuteremo di come l’ausilio di strumenti informatici sostiene da molto tempo diversi ambiti della ricerca archeologica. Oggi sono numerose le esperienze di coinvolgimento della società negli studi archeologi che sperimentano in modo creativo l’uso di strumenti e risorse digitali.

Fabio Pinna è professore associato di Archeologia cristiana e medievale nel Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, dove insegna Metodologie della ricerca archeologica, Archeologia medievale e postmedievale e Archeologia pubblica. Le sue principali linee di ricerca riguardano: forme d’insediamento della Sardegna medievale; produzione e commercio della ceramica e del vetro medievale e post-medievale nel Mediterraneo; testimonianze archeologiche e problemi storiografici in relazione ai rapporti tra gli Arabi e la Sardegna nel Medioevo; problemi topografici e archeologici nel territorio del Giudicato di Gallura; archeologia pubblica per la valorizzazione partecipata del patrimonio culturale; didattica e comunicazione dei Beni Culturali.
Il suo ultimo libro si intitola Luogosanto medievale: archeologia e comunità. Dagli scavi del Palazzo di Baldu un percorso di archeologia pubblica in Sardegna, Perugia: Morlacchi editore U.P., 2019.
Giornalista pubblicista dal 1997, è direttore responsabile e journal manager di ArcheoArte. Rivista di Archeologia e Arte dell’Università di Cagliari; fa parte del comitato scientifico delle riviste ‘Archeologia Postmedievale’ e ‘Archeostorie. Journal of Public Archaeology’ e del comitato di redazione della collana ‘Archeologia pubblica’ dell’Università di Firenze.

Mattia Sanna Montanelli ha una formazione da archeologo e da archivista; attualmente svolge la ricerca ‘Processi di qualità e misurazione delle performance nelle pratiche di crowdsourcing applicate ai beni culturali’, nell’ambito del dottorato di ricerca in Storia, beni culturali e studi internazionali dell’Università di Cagliari, in partnership con l’Università Carlos III di Madrid.

Antonio Giorri ha una formazione da storico dell’arte, attualmente svolge la ricerca ‘”Il ‘divario digitale’ nelle relazioni tra comunità e patrimonio culturale. Proposte per un modello di analisi predittivo nell’ambito della pianificazione interpretativa del Cultural Heritage”, per il dottorato di ricerca in Storia, beni culturali e studi internazionali dell’Università di Cagliari, in partnership con l’Università Carlos III di Madrid.

Pinna, Sanna Montanelli e Giorri fanno parte dello staff del Laboratorio di Didattica e Comunicazione dei Beni Culturali (Vestigia_UniCa), che opera dal 2011 nell’Università di Cagliari con il fine di integrare ricerca, didattica e ‘terza missione’ universitaria nei campi della valorizzazione del patrimonio culturale, anche mediante la costruzione di una rete di collaborazioni con istituzioni, scuole e associazioni del territorio.

Marcello Schirru Università di Cagliari

13 luglio 21, ore 15 > Presentazione di Monumenta

Al LUDiCa commenterò il portale digitale Monumenta, realizzato dagli studenti del LUDiCa 21 attraverso lo studio di monumenti eretti in diverse parti del mondo.

Marcello Schirru è docente a contratto di Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR), dell’Università di Cagliari. Le ricerche condotte sono incentrate sulla circolazione del pensiero architettonico ed estetico tra Cinque e primo Novecento, con particolare attenzione all’ambito mediterraneo, attraverso un approccio di indagine microstorico.